Dove Nacque San Martino: Szombathely, che sorpresa!

Chi è convinto che l'Ungheria sia sempre e ovunque una felice sorpresa, avrà qui un motivo in più per pensarlo: Szombathely, ecco il nome. Mai sentito dire?

Più facile di quanto crediate: avete presente San Martino, quello del mantello regalato al povero, che si festeggia l'11 novembre? Tutti lo conoscono come il vescovo di Tours, Francia, ma di fatto egli venne al mondo proprio a Szombathely, in quell'epoca chiamata Savaria (IV sec.). E se proprio questo nome continua a dirvi poco, allora sarà la Lonely Planet a darvi un'idea del pregio di questa città: questa prestigiosa guida raccomanda infatti Szombathely tra le 10 destinazioni «Secret Europe 2016», luoghi meno battuti dai consueti circuiti turistici e particolarmente adatti a coloro che vogliono scoprire storie e ambienti ancora poco conosciuti. Insomma, un'eccellenza per intenditori.

Ungheria occidentale, pochi chilometri dal confine con l'Austria, Szombathely si presenta già con il nome: letteralmente «luogo del sabato», cioè luogo dove di sabato nel medioevo si teneva il mercato – vocazione al commer­cio di antica radice, come ben sapevano i romani che nel 43 d.C. fondarono la città di Savaria (questo il nome latino) quale sede del proconsole della Pannonia, in posizione strategica sull'asse commerciale dal Baltico al Mediterraneo. Alcune di queste antiche memorie si possono ammirare nell'Iseum, sezione di un complesso sacro dedicato dai romani alla dea egizia Iside, e oggi sede museale delle scoperte effettuate nelle necropoli romane della regione (I sec. d.C.).

Dopo l'origine romana, l'impronta barocca che caratterizza oggi il centro di Szombathely è anche opera di Maria Teresa d'Austria che nel 1777 eresse la città a sede vescovile: di qui la cattedrale e il palazzo vescovile, impreziositi da opere di protagonisti di primo piano del barocco dell'epoca, come Hefele, Maulbertsch, Dorffmeister. Una visita agli interni affrescati del palazzo, come pure del collegio e della biblioteca, vi mostrerà il barocco sontuoso e raffinato di questa città.

Gemellata, tra l'altro, con Ferrara e Lecco, Szombathely è oggi uno dei centri culturalmente più vivaci di tutta l'Ungheria, con prestigiose manifestazioni artistiche e folcloristiche nel corso di tutto l'anno: dal Festival di Primavera all'Autunno di Savaria, dal Festival estivo al Festival-Seminario musicale Béla Bartók, Torneo internazionale di danza Savaria, Bien­nale internazionale dei tessuti e altri eventi. E per dare un'idea di quale dinamismo la animi, questa città ospita gli stabilimenti di produzione di alcuni dei più grandi marchi dell'elettronica e dell'auto.

Tra le curiosità, merita di essere segnalato «Il Cammino di Savaria», un itinerario che, passando da Slovenia e Italia, collega Szombathely con Candes-Saint-Martin via Tours, in Francia: più di 1800 km di percorso sulle tracce di San Martino (informazioni: www.saintmartindetours.eu ).

Tutta questa zona del Transdanubio, inoltre, offre diverse attrattive, con cittadine e borghi che custodiscono memorie storiche e bellezze paesaggistiche. È il caso della città di Sopron, la più preservata di tutta l'Ungheria; la località di Fertőd, con il Castello Eszterházy, uno dei più importanti edifici barocchi del Paese; il Castello barocco di Nagycenk, proprietà della famiglia Széchenyi; l'abbazia benedettina di Ják, la più bella chiesa romanica d'Ungheria (1200). E infine, per gli amanti dello shopping, sosta obbligata a Herend, famosa per la produzione di porcellane.