Un po' di storia

Gli antichi magiari giunsero nel bacino dei Carpazi (attuale territorio dell'Ungheria) nell'895-896 d.C. (epoca della Conquista della patria) separandosi da altri popoli, appartenenti allo stesso gruppo ugrico. Nelle cronache medievali e nell'immaginario collettivo furono confusi erroneamente con gli unni di Attila.

Fu Stefano I (974-1038), re d'Ungheria e fondatore dello Stato magiaro cristiano, (poi canonizzato dalla Chiesa insieme al figlio Emerico, Ladislao, Elisabetta e ad altri santi ungheresi), il primo a dare unità al Paese scegliendo di convertirsi al cristianesimo. Ricevette l'investitura da Papa Silvestro II nel Natale dell'anno 1000. La Sacra Corona, simbolo dell'unità del popolo sotto il segno della croce, è stata riportata in patria da New York non molto tempo fa e collocata nel palazzo del Parlamento ungherese, affinché tutti la possano ammirare.

L'Ungheria ha attraversato periodi bui, come l'invasione dei mongoli del 1241, di cui è rimasto poco o nulla, ma anche stagioni luminosissime. Una per tutte l'Umanesimo, in cui emerse la figura di Mattia Corvino (1443-1490). Fu uno dei re più ricchi d'Europa, un mecenate sensibile all'arte e alla bellezza. Portò a Buda i maggiori artisti europei e sposò in seconde nozze Beatrice d'Aragona, figlia del re di Napoli, incoronata regina d'Ungheria nel 1476. Famosa al pari di quella Vaticana fu la Biblioteca Corviniana, con un numero leggermente inferiore di codici, alcuni dei quali ancora conservati.

Con la morte di Mattia Corvino si chiuse la stagione aurea dell'Umanesimo ungherese e si fece avanti minaccioso l'esercito della mezzaluna. Tra le numerose dominazioni quella turca fu la più devastante. Durò un secolo un mezzo, dalla presa di Buda del 1541 alla pace di Karloca (Carlowiz) del 1699, quando il Paese ritornò nelle mani cattoliche degli Asburgo. L'epopea della lotta contro i Turchi conobbe scontri memorabili, vinti grazie ad eroiche resistenze di pochi contro molti. La fama dell'Ungheria come baluardo della civiltà occidentale nacque a quei tempi, precisamente a Nándorfehérvár (Belgrado) nel 1456, quando János Hunyadi, padre di Mattia Corvino, e Giovanni da Capestrano riuscirono con una manciata di mercenari e crociati a sconfiggere l'assedio del sultano Maometto II. L'avanzata turca in Europa, almeno per un po', fu così respinta e l'Occidente poté respirare; Papa Callisto III, in segno di riconoscenza, ordinò che le campane di tutto il mondo cristiano suonassero a mezzogiorno: un'usanza protrattasi fino ai nostri giorni. Ma i turchi, non domi, ottennero una decisiva rivincita e pochi anni dopo Buda fu assediata e data alle fiamme. Molti capolavori del Rinascimento magiaro andarono così perduti.

L'Ungheria ha dimostrato nell'arco della sua storia di saper lottare e superare molte avversità. Come nel 1848, quando Pest si sollevò contro la dominazione asburgica. La dichiarazione d'indipendenza del 1849 provocò la violenta repressione dei russi dello zar Nicola I, che intervennero e soffocarono la rivolta nel sangue.

Nel 1867, anno del Compromesso e dell'Incoronazione di Francesco Giuseppe Re d'Ungheria, fu sancita la nascita dello Stato austro-ungarico, una duplice monarchia con due parlamenti e due capitali mal sopportata dagli ungheresi, nonostante la crescita economica e lo sviluppo che si ebbero in quel periodo.

Nel marzo 1944 l'Ungheria fu invasa dall'esercito tedesco di cui era stata alleata. Cominciarono le deportazioni degli ebrei, alle quali a Budapest cercò di opporsi eroicamente un timido ma coraggioso imprenditore veneto che si spacciava per console spagnolo: Giorgio Perlasca.

La forza degli ungheresi è di essere stati in grado tutte le volte di riemergere dalle crisi della storia con forza e determinazione. La stessa che animò gli insorti del '56 a Budapest i quali, guidati da Imre Nagy, scrissero una delle pagine più conosciute e controverse della storia recente dell'Ungheria. Dopo il ritorno dei carri armati russi e la repressione, ebbe inizio l'era del cosiddetto "kadarismo" (dal nome del primo ministro János Kádár), un comunismo riformista considerato più "morbido" e aperto all'Occidente.

Il 23 ottobre 1989, anno del crollo del muro di Berlino, fu proclamata la terza Repubblica Ungherese (Magyar Köztársaság) e nella primavera del 1990 si svolsero le prime elezioni libere e multipartitiche.

Dopo oltre un millennio di alterne vicende, l'odierna Ungheria, uscita fortemente ridimensionata dal Trattato di Trianon del 1920, si presenta con una superficie grande meno di un terzo di quella italiana.